Questo blog è stato un progetto a cura di Fabio Milocco, da molti anni ormai il blog non è più aggiornato anche se liberamente consultabile.
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domenica 15 aprile 2012

Alessandro D'Avenia alla Festa dei Giovani 2012


Festa dei Giovani 2012 a Jesolo. Organizzata dal Movimento Giovanile Salesiano del Triveneto. Uno degli ospiti d'eccezione è Alessandro D'Avenia: autore di "Bianca come il latte, rossa come il sangue" e "Cose che nessuno sa". Il tema della festa è "Io do la mia vita". Slogan che accompagnerà l'ispettoria salesiana del triveneto in questo 2012. Qui trovate il testo del suo intervento.

Dopo l'intro del messaggio c'è il video dell'intervento, che vi consiglio vivamente al posto del testo che potrà magari tornarvi utile dopo la visione del video per riprendere alcuni passaggi, copiarli e farci quello che volete.
Il testo è stata trascritto da me, per cui se notate errori o volete suggerirmi correzioni contattatemi pure (commento all'articolo o dal menu Contattami).

martedì 15 novembre 2011

Grazie! - Dar lode con un recital

Spesso nella preghiera serale o meglio durante la giornata mi ritrovo a ringraziare il Signore per quello che mi ha donato: le persone, gli amici che mi ha messo vicino, il cibo quotidiano, i talenti, le occasioni, le difficoltà, le incomprensioni.. In tutto è possibile incontrarlo e chiederGli di aiutarci a vivere ogni momento secondo la Sua volontà.
Ultimamente, ad esempio, ho riscoperto il segno della croce prima dei pasti, che soprattutto nei luoghi pubblici mi risultava particolarmente difficile (per paura e vergogna). Piccole cose, piccoli gesti, piccole gocce che inserite nel marasma mare quotidiano sicuramente aiutano.

sabato 13 novembre 2010

Il computer e internet in mano ai ragazzi

Rapporto tra computer, internet, facebook, wikipedia, blog, cyberbullismo, videogiochi e molto altro e i ragazzi. In tutto questo cercherò di offrire degli spunti pratici agli educatori (insegnanti, genitori...)
Riprendo in parte il tema dell'articolo sull'amicizia attraverso internet, proponendo una riflessione più generale sull'uso delle nuove tecnologie. Fra l'altro dicendo "nuove tecnologie" prendo il punto di vista degli immigrati digitali. Coloro che con queste tecnologie ci sono nati (nativi digitali) non li sentirete mai chiamarle "nuove".
La differenza sta tutta in questo punto qua: sentire queste tecnologie parte integrante della propria vita. Gli immigrati al massimo vedono, ad esempio un cellulare touchscreen, come aiuto; a me piace collocarmi un po' in mezzo, dati i miei vent'anni! Un esempio banale: lavorando con il computer vi sarà probabilmente capitato di stampare il lavoro "per sicurezza", per paura di perderlo a causa di qualche guasto al computer. I nativi invece hanno un rapporto molto più tranquillo; intimo se vogliamo.
Il punto cruciale, come vedremo alla fine, è sporcarsi le mani e imparare a districarsi in quella che per molti è una giungla tecnologica. Non si può ad oggi, come alcuni siti ancora riportano, scrivere che il pericolo principale dei bambini è l'esposizione alle onde emesse dagli schermi della televisione: un bambino deve stare meno di due ore davanti all'apparecchio, poi deve fare pausa ecc ecc. Non che questo non sia più vero ma i veri problemi si insidiano altrove.

domenica 13 dicembre 2009

Chi trova un amico trova un tesoro

Tutto ciò che posso fare è scrivere, parlarti a cuore aperto e farti abitare nel segreto di una o due parole piccole piccole.
La prima: “a”, come amicizia. Così si esprime un giovane universitario: “Non ho un amico da poter chiamare “amico mio”. Quanti reclamano amicizia e si sentono morire un poco alla volta al gusto della vita.
L’aquilone dice: voglio il cielo.
Il girasole anche: voglio il sole.
La margherita pure: voglio il prato.
A che serve il cielo, il sole, il prato se non ci sei tu?
Chi trova un amico trova un tesoro.
Da piccolo per attraversare la strada davi la mano alla mamma; da grande per confidare le tue ansie cerchi la mano di un amico.
Da piccolo ti perdevi nelle braccia della mamma.
Da grande le tue braccia cercano comprensione e accoglienza.
Da piccolo volevi diventare grande; da grande vuoi ritornare piccolo.
Un’amicizia vera non ha età, abita una sola stagione; quella dei sogni fatti da bambini.
Ognuno di noi alla domanda di amicizia vorrebbe rispondere positivamente.
Mi sento di poterti dire:
“Vorrei essere un’oasi se ti sentissi disperso, assetato, stanco e logoro.
Vorrei essere una casa se non avessi un recapito, un tetto, una accoglienza degna di te.
Vorrei essere una scala se volessi rialzarti di nuovo, guarire da ferite e ricominciare guardando in alto.
Credo nell’amicizia.
Se me la togliessero è come se mi portassero via il sole di giorno e la luna di notte.
Senza amici è vivere al buio, è mosca cieca.
Gli amici sono gli occhi che ti fanno gustare il mare, i monti, il cielo, le stelle, la natura tutta.
La seconda è: “v”, come la vita.
La vita può essere vissuta come calcolo o come dono, come possesso o come gratuità.
Come vivere?
Sorridi, dà luce a chi ti guarda.
Ama, dà calore a chi ti si avvicina.
Parla, dà voce a chi ti ascolta.
Aiuta il tuo sorriso, la tua parola, la tua cordialità a diffondersi intorno a te.
Da un’anima all’anima che ha bisogno di compagnia, di motivazioni, di cambiare vita!
Posso sciogliermi in una confidenza?
Vivo felice perché ho trovato un tesoro: un amico vero.
Questa è l’equazione della mia esperienza. La vita sta all’amicizia come l’amore sta alla gioia.

Carlo Terraneo
Commento
Una lettera davvero commovente, ci vuol far ricordare con forza che senza amici l'uomo si sente solo. Siamo nati per stare insieme! Facciamo che nella nostra incasinatissima vita di ogni giorno riusciamo a trovare tempo per i nostri amici, e non diamo sempre per scontato che siano sempre li. Quando arriviamo al punto di accorgercene solo quando ci mancano è un po' tardi, e pure opportunistico oserei dire!
Vi invito a leggere "L'amicizia attraverso internet" per un approfondimento nel mondo dei social network.




Fonti usate:
Bollettino Salesiano

martedì 13 ottobre 2009

L'amicizia attraverso Internet

Oggi vorrei affrontare il tema delle amicizie al tempo dei tanti grandi social network, strumento sempre più usato a livello mondiale (da me compreso). Da a un anno a questa parte in maniera massiccia anche in Italia.

In realtà i social network erano usati anche prima, ma solo Facebook è stato capace di una crescita così massiccia da finire perfino nei telegiornali. Ed è per questo che è stato definito un fenomeno sociale. Per chi non lo sapesse ancora, i social network sono fondamentalmente dei siti web in cui più persone possono comunicare (chat, messaggi privati..), condividere contenuti (foto, video..), "conoscere" nuove persone: tutto questo senza spostarsi dalla propria sedia. Sono quindi uno strumento molto potente e molto utile se ben usati (come molte cose dopotutto).
Io per esempio su Facebook mi sono posto la regola di accettare amicizie solo da persone che conosco, altrimenti poi non si capisce più niente e ti ritrovi la pagina principale piena di messaggi "spazzatura".. Detto questo non dilunghiamoci troppo su come il sottoscritto gestisce i propri account online e andiamo al sodo.

Sui social network è possibile conoscere persone nuove mai viste e che mai si vedranno di persona, molti si iscrivono proprio per trovare amici e riempire in modo fittizio la propria vita creandosi un oasi/rifugio felice ma NON REALE. Questo non può non farci riflettere su questo tema! Avere quasi solo amici "conosciuti" su internet è gravissimo perché può provocare un senso di vuoto interiore, di tristezza, di svogliatezza, di superficialità, a volte anche nervosismo ingiustificato con le persone "vere" perché ci si disabitua a comunicare verbalmente con persone in carne ed ossa a causa del distacco parziale dalla realtà. Le amicizie di internet sono a "basso costo", basta un click e se vanno. Inoltre non hanno quasi nulla dell'enorme complessità dei rapporti umani, o no?
Va da sé che passare molto tempo davanti al computer ha effetti negativi su scuola, amicizie e qualsiasi altra attività. Ma anche senza arrivare a questi livelli limite (secondo me non sono neanche tanto limite, sopratutto per i giovani) si è oramai innestato un processo generale che lentamente mira a svuotare di significato la bellezza e l'amore che c'è nell'amicizia.

Ultimamente mi è capitato di leggere le statistiche di alcuni studi, condotti per capire se internet (in particolare i social network) faccia bene agli affetti o se ti stacca negativamente dalla realtà. Secondo gli scienziati del Pew Internet and American Life Project, internet fa bene all'amicizia; stando invece al precedente studio di Stanford e dell'università di Berlin, internet "isola". Secondo me i risultati raggiunti non sono paragonabili perché mostrano due facce della stessa medaglia, i due studi hanno una parte di verità ciascuno. L'uno non esclude l'altro, andiamo a vedere perché sono arrivati a due conclusioni differenti
Uno studio prende in esame il tempo passato in internet, che quando è usato male e troppo tende a isolare senza ombra di dubbio, poiché ruba tempo a tutte le altre attività e ci fa confondere la realtà con le relazioni tessute in rete.
Il Pew, invece, prendendo in esame circa 3500 persone ha dimostrato come il 72% delle persone che usa internet era andata a trovare un parente o un amico il giorno prima di essere intervistato per lo studio, mentre solo il 61% di chi non lo usa lo aveva fatto. La chiave di lettura, secondo me, è che grazie a internet ci si possa mettere daccordo per vedersi di persona più frequentemente e facilmente rispetto ai normali mezzi: certo è che se uno ci tiene ad un amico o ad un suo parente..
Dallo studio è emerso pure che molti ancora non usano internet per discutere delle cose più importanti con la famiglia e gli amici: e meno male dico io! Ogni forma di comunicazione non verbale (dalle chat agli sms) deve essere usata al limite per darsi appuntamento e se non possibile chiamarsi. Più di qualche persona che conosco ha visto il rapporto con il moroso/a degradare sempre più a causa di questo "discutere" solo scritto che può far nascere incomprensioni con relative arrabbiature. Bisogna rendersi conto che se Dio ci ha donato una voce con diversi toni e di una mimica complessa (sopratutto facciale) un motivo ci sarà, o no? Se proprio non c'è altro mezzo è meglio che niente, ma solo una tantum (ma tantum tantum!).

Vorrei concludere condividendo con voi una storia vera, sperando possa servirvi a percepire come un qualcosa di reale il pericolo che stiamo correndo: rivolto sopratutto ai giovani!
Scrive una nonna preoccupata del cambiamento della nipote che passa troppo tempo su internet:


"Mia nipote non ha più la mamma e sono io a occuparmi di lei, con il papà. Ma sono in difficoltà. Milly (nome fittizio) è una solitaria, e mi sembra che sia diventata dipendente da Internet. Quando le dico di cercarsi amiche mi risponde che ne ha a migliaia in Facebuk (sic) e si confida con loro ed esse l’aiutano tantissimo. Mi domando, allora perché è più svogliata, più superficiale, più nervosa di quando non aveva Internet? A noi nonni non c’è nessuno che ci aiuta, ma mica la saggezza ce l’abbiamo infusa."


Link interessanti inerenti:

- Perché sei mio amico su Facebook? Un sondaggio rivela quali sono i motivi per cui si aggiunge o accetta nuove amicizie su facebook e perché si eliminano amici dalle proprie liste.

Fonti usate:
Bollettino Salesiano
Punto Informatico