Questo blog è stato un progetto a cura di Fabio Milocco, da molti anni ormai il blog non è più aggiornato anche se liberamente consultabile.
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venerdì 15 luglio 2011

Da facebook una discussione sull'omosessualità

Premessa: questo è un tema scottante non di per se, ma perché gli attivisti gay lo hanno ormai trasformato in qualcosa che non è: una battaglia per le pari opportunità, contro la dilagante omofobia ?? e contro la Chiesa (non ne ho ancora capito il motivo, ma si vede che va di moda..). Però in questo modo sono riusciti a far credere a tutti gli intellettuali atei ma in generale alla stragrande maggioranza delle persone (anche nel mondo cattolico purtroppo non mancano esempi) che sia una questione di diritti. E gli anticlericali non aspettano altro che pretesti per dare contro alla Chiesa e sui diritti, poi, si scatenano davvero tutti: pari diritti a tutti è il loro motto! Altrimenti sei un intollerante! E intanto non si discute della sostanza.. Intanto è diventato politicamente corretto dire che i gay pride (o l'appena avvenuto euro-pride) sono giusti, è un segno di democrazia e non si possono assolutamente mettere in discussione. Ma se loro calpestano diritti e libertà (articolo in fondo, quello su Toronto), va bene.
Ultima premessa: siccome non  mi piace la confusione, qui si parla di omosessuali e basta. Non come negli euro-pride in cui trans & co. vengono accomunati, come se fosse la stessa cosa.. Tristezza!
È un concetto giuridico comprovato che "la legge è uguale per tutti" significa che a comportamenti/persone diversi si può rispondere con leggi diversi.
Fine premessa.

lunedì 27 settembre 2010

Chiesa stanca e in crisi? Ma anche no..

Caro direttore, […] forse mi consideri un po’ disfattista per quello che ti dirò […] Noto che il mio prete (sto frequentando con la mia fidanzata il corso di preparazione al matrimonio) è un po’ stanco, almeno così mi appare […] Insomma sembra in crisi più lui che noi […] E, visto che mi sono deciso a inviare questa e-mail, ti voglio anche dire che mi pare che un po’ tutta la Chiesa scalcia (perdonami il vocabolo) come se non fosse più a suo agio nella società […] Sbaglio?


sabato 22 maggio 2010

Fra apparizioni e incredulità - Medjugorje

Scienza e verità divina, scetticismo e fede profonda, potere laico e potere religioso, riscoperta del proprio credo e business. Un solo nome, Medjugorje.

RAI uno: trasmissione su Medjugorje. Una donna sostiene di aver ripreso l'apparizione della Madonna. Il filmato è mandato in onda dalla RAI. La qualità del filmato non è la migliore, anzi. Dura una decina di secondi, la presunta Madonna mi appare come una macchia bianca, sembra una figura umana, ma non si scorge volto né niente. Vedo solo una macchia bianca, ma in televisione non solo la donna, ma anche il conduttore televisivo (che fino ad allora ha mantenuto una grande neutralità e un razionale distacco dalla questione per evitare di cadere in eccessi e vedere cose dove non ci sono o viceversa) afferma che è una figura antropomorfa (la forma è quella umana...scusate per la rozzezza dell'espressione, ma non saprei come dire altrimenti). In attesa di rintracciare il video su internet, visto che l'onda mediatica non si farà attendere molto penso, mi fido del conduttore. Una figura umana. Chi è? La Madonna? Un effetto ottico accentuato dalla bassa qualità del video? Un imbroglio? Un video preparato per convertire e dare un senso al pellegrinaggio di migliaia di cristiani?

Ciò che nel video si vede, o meglio, il conduttore e il pubblico vede unanimemente, è una figura dalle sembianze umane. Di per sé il fatto che questo video sia stato fatto a Međugorje porta i credenti a pensare che sia la Madonna.. La Chiesa non prende posizione sulle apparizioni. Prendere posizione porterebbe un contraccolpo evidente. I credenti "inquadrati" nel sistema ecclesiastico forse troverebbero un motivo di pellegrinaggio, un rafforzamento alla loro fede. Ma l'opinione pubblica vuole prove, vuole fatti, vuole scienza. Una Chiesa che difende a spada tratta le apparizioni a Medjugorje sarebbe facilmente attaccata, come è sempre stato quando ha difeso l'originalità dei miracoli. Che sono un'arma a doppio taglio. Chi crede trova in essi conferma, chi non crede può attaccare la Chiesa per il fatto che i miracoli accadono ai singoli, sono come il processo cognitivo empirista, non si può dargli una valenza oggettiva per tutti.
In parole povere, crede ai miracoli chi li vive e chi ha una fede religiosa già radicata. L'esperienza del miracolo che ha avuto una persona non è espandibile alla intera umanità.
Questo porta a un'ulteriore domanda. Perché il miracolo accade solo a determinate persone? D'altronde rispondere che accade a chi ha fede non è proprio la migliore delle risposte. Da un punto di vista umano ci si chiede se forse non abbia più bisogno del miracolo chi non crede, in modo da poter convertirsi; da un punto di vista psicologico è fin troppo facile dire che l'influenza di strutture mentali religiose potrebbe portare a vedere miracoli laddove di miracoloso forse non c'è niente.

La trasmissione prosegue, il clima si fa meno disteso, c'è chi ammette che sicuramente è la Madonna, d'altronde il video è stato girato a Međugorje. L'unico opinionista (termine che usiamo a sproposito per indicare i commentatori dei reality show e degli eventi sportivi) con un po' di lucidità dice la cosa che è più ovvia: "Il video al massimo può mostrare che si vede una donna. Non può mostrare che quella donna sia la Madonna". Un fulmine a ciel sereno. Nessuno ha preso in considerazione questa possibilità. Un'ora di discussione e nessuno ci ha pensato.
Il nostro cervello, come vedete, è facilmente influenzabile, da fattori spazio-temporali, strutture mentali che necessariamente nella nostra vita si sono formate. E di fronte a tutto questo io rimango nel mio agnosticismo.

Matteo Maran


Considerazioni a cura di Don Loris Benvenuti
Niente di nuovo sotto il sole. Tra le tante (o poche) domande da porsi, potremo aggiungere questa: più di qualcuno, dicono i Vangeli, era presente ai miracoli di Gesù, eppure non tutti hanno creduto. Anzi di più, di fronte alla risurrezione di Lazzaro, i capi del popolo ritengono la misura colma e decidono che Gesù va eliminato.
Mi sembra evidente che il concetto di verità, scientificamente inteso, ha fatto il suo di tempo e certamente non ha reso un grosso servizio (sembra a me) a tutto ciò che è squisitamente umano. Forse si tratta di pensare ad una verità che per essere incontrata ha bisogno del contributo del soggetto, della sua libertà. Detto in altre parole: non c'è più sordo di chi non vuol sentire... e questo detto non di Medjugorje, ma di qualsiasi cosa. Banalmente verrebbe da ricordare che se anche facessi a pezzi la mia ragazza, innamoratissima, non riuscirei a trovare traccia del suo amore. Lo troverei solo nella disponibilità (libertà) mia a guardare lei e i suoi gesti dentro un significato ben preciso, solo allora mi si schiuderebbe qualcosa. Prima no.
Io resto nella mia fede, pur ricordando che le apparizioni della Madonna - anche quelle ufficiali: Lourdes, Fatima - non costituiscono una condizione senza la quale uno non possa avere la fede; e ci resto perché la testimonianza di persone che mi hanno accolto e mi hanno voluto bene hanno reso presente a me l'amore di Cristo.
Caro Matteo forse quel che manca a volte (non dico a te) è un'apertura di cuore, guardare le cose nel loro offrirsi come orizzonte, simbolo di un senso più grande. Per meno di questo non si va nemmeno allo stadio o dentro un cinema.

So long
Loris

sabato 3 aprile 2010

Sacerdoti non degni - Pedofilia

Caro direttore, le scrivo perché di recente il programma TV “Le Iene” ha mostrato alcuni ministri di Dio che non utilizzavano le mani solo per benedire, ma anzi, per toccare e appurare cose che il voto di castità dovrebbe proibire. […] Sono stanco di sentirmi rispondere “Anche i preti sono uomini e come tali sono anche peccatori”, la reputo una risposta di comodo. […] Non si può negare che si siano pure cattivi sacerdoti! […] Un cattivo ministro di Dio quanto può deturpare la Chiesa?
Stefano, Bologna

Caro signore, ha detto benissimo, ci sono dei “cattivi” sacerdoti, né io l’ho mai negato. Ma la cosa proviene dal fatto:
1. che sono stati mitizzati, quasi figli di un Dio maggiore;
2. che sono stati considerati irreprensibili, inattaccabili, immarcescibili;
3. che – proprio per le prime due ragioni – sono stati posti su una nicchia e sotto vetro, bene in vista, per cui si è lentamente dimenticato che quei signori lì erano come tutti gli altri uomini né più né meno.

“Ma hanno scelto una professione… Ma hanno fatto un voto… Ma hanno giurato al vescovo…”. Quanti uomini hanno scelto professioni, fatto promesse, giurato fedeltà ai loro capi e poi hanno combinato pasticci colossali? Nella schiera, in questa schiera, ci sono imperatori e regine; nobili e ministri, e ancora governatori, giudici, avvocati, psichiatri, professori universitari, imprenditori, commercianti, mariti, mogli, fidanzati: chi ha giurato sulla costituzione, chi davanti a Dio, chi davanti al popolo, chi davanti alla propria coscienza…

Or dunque, anche se lei si è stancato di sentirlo, occorre ribadire con forza e convinzione che i preti sono uomini come tutti gli altri e peccatori come tutti gli altri. E, badi bene, questa non è una giustificazione ma semplicemente una lapalissiana verità! Il prete ha ricevuto il sacramento dell’ordine, gli altri quello del matrimonio (quanti fedifraghi infedeli?) e quasi tutti hanno ricevuto gli altri 5 sacramenti. Non esiste purtroppo nessun sacramento che renda immuni gli uomini dal peccato (a cominciare dal Papa e finire all’ultimo clandestino sbarcato con la più scassata carretta del mare). Un cattivo ministro di Dio può deturpare il volto della Chiesa tanto quanto un cattivo ministro della repubblica, tanto quanto un cattivo spazzino! Fortunatamente là dove noi vediamo l’esteriorità superficiale, Dio vede l’interiorità più profonda, è ben per questo che il nostro giudizio è in genere e in specie tanto lontano dal suo.



Conclusioni:
"La pietra scartata dai costruttori è diventata testata d'angolo" (Salmo 117): piccola citazione molto azzeccata in questo contesto secondo me. I preti sono uomini e come tali sono anche peccatori: frase che non reputo assolutamente una risposta di comodo. I Santi si confessavano anche una volta al giorno se necessario. Se non si capisce che la Chiesa non è un partito politico e quindi non risponde a logiche di potere ma di amore non si è capaci di vedere sotto la giusta luce i suoi errori.
Attenzione, non sto dicendo che gli errori degli uomini di Chiesa sono da considerare di meno, ma appunto al pari degli altri.
Vorrei riuscire a farvi capire che è fondamentale informarvi dalle persone/fonti giuste per comprendere meglio i fatti.
Con questo non sto evitando di parlare del tema dell'articolo, e magari rischiare di essere accusato di difendere la pedofilia, al contrario. Però come ho già scritto nel precedente articolo mi fido di coloro che hanno la responsabilità di agire (consiglio il precedente articolo: Scandalo Chiesa - Pedofilia).
Non so se sono stato molto chiaro, ditemi se devo riscrivere meglio qualche parte, grazie :-)


Alcuni link per approfondire il tema (suggerimenti su altri articoli interessanti sono molto graditi):
- Dati & Numeri della pedofilia
- http://www.libertaepersona.org/dblog/storico.asp?s=Pedofilia
- http://www.libertaepersona.org/dblog/articolo.asp?articolo=331
- Rimando a questo secondo articolo sul tema pedofilia e attacchi alla Chiesa per apprfondire meglio (in fondo a questo secondo articolo ci sono altri link molto ma molto interessanti).

martedì 23 febbraio 2010

La verità è solo una bugia detta a fin di bene?

Leggendo il Bollettino Salesiano di Febbraio sono rimasto colpito, nella sezione domande al direttore, da una in particolare.

Lei, direttore, che ne pensa della bugia, detta a fin di bene e […] della bugia in generale? Ci tengo a un parere […] soprattutto oggi.
Rosario, Catania


Caro signore, in America un presidente che dice bugie al congresso o alla nazione, perde il posto. È capitato. Nel Vecchio Continente più smaliziato la bugia è in voga e la verità ha perduto consistenza. La catechesi minuziosamente praticata dalla Chiesa, dai genitori e soprattutto dai nonni ai bambini faceva della bugia uno spauracchio da evitare e le prime confessioni dei piccoli avevano come incipit: “ho detto bugie!”.

Oggi però, il vocabolario etico sembra sovvertito al riguardo. Non ci si fida più di nessuno: la bugia è sempre dietro l’angolo, sempre in agguato. Un tempo, nemmeno troppo lontano, la parola data era garanzia di verità: venir meno alla parola data era uno scandalo e soprattutto una vergogna: il colpevole veniva messo alla gogna e scansato da tutti. Bisognava essere “uomini d’onore”. Oggi “essere uomini d’onore” significa essere mafiosi, né più né meno.
La parola data è considerata poco più di un “pourparler”, un “pro forma”, un intercalare senza spessore. Uno che dice la verità non è né furbo né intelligente, è solo un povero stupido. Ciò sembra valere soprattutto nei gradini alti, per esempio nella politica: si dice che la diplomazia è l’arte di dire bugie, e l’Europa è la madre nobile della diplomazia. Abbiamo inventato “la bugia a fin di bene”, il che farebbe arrossire Gesù Cristo per il quale: “il vostro parlare sia sì se è sì e no se è no, il resto viene dal maligno!”. Così, caro signore, la bugia ha conquistato posizioni sorprendenti nella scala sociale, è salita in cattedra e, ahimè, è in bocca a capi di Stato, ministri, sottosegretari, sotto/sotto segretari, superiori, religiosi, preti, laici… Forse quelli che dicono meno bugie sono proprio i bambini. Il mondo s’è rovesciato. Per essere sicuri che qualcuno dica il vero e non ci freghi oggi occorrono firme autenticate, timbri, marche da bollo, avvocati, notai, ecc. La vecchia stretta di mano è stata messa in soffitta, la parola data è poco più che spazzatura: “Carta canta”, dicono tutti. La verità è diventata di carta!
Lei non ha un po’ di nostalgia di nostra vecchia signora Verità?





Conclusioni:
Nessuno ci chiede di non dire più nessuna bugia. O meglio: quello è l'obiettivo, ma ad un obiettivo ci si arriva in piccoli passi.
Quello che possiamo impegnarci a fare è rinunciare a tutte quelle bugie dette per non voglia di far qualcosa, per nascondere le nostre responsabilità e i nostri errori. Potrei continuare, ma credo che il messaggio sia stato recepito.

lunedì 23 novembre 2009

Omosessualità - Comprendere per rispettare

Domanda
«Desidero porre l'attenzione dei lettori su un problema che molti nella nostra società vogliono celare dietro un velo di conformismo. Ho quasi 20 anni e sono un ragazzo omosessuale. Non l'ho deciso io, è una situazione di cui posso solo prendere atto. Nonostante questo sono profondamente cattolico. L'appello che desidero rivolgere ai lettori e ai cattolici in genere è di accogliere, seguire e divulgare gli ultimi insegnamenti e le parole di apertura della Chiesa nei confronti delle persone che vivono la mia situazione. Nel Catechismo la Chiesa invita a non discriminare... Non sto cercando di giustificare i comportamenti omosessuali, che la Chiesa condanna fermamente, desidero solo che la verità venga divulgata per intero e vi sia un atteggiamento di maggior apertura per chi vive il mio problema. Affinché non ci vengano negati i normali rapporti sociali e non ci dobbiamo nascondere... ».
Lettera firmata. Chieti


Risposta a cura di Xavier Thévenot.

«Caro amico. Hai ragione di sottolineare che la posizione della Chiesa al riguardo è spesso presentata male. La si usa talvolta falsamente per continuare a discriminare. Ora la Chiesa, nei suoi documenti ufficiali, ha un pensiero ben articolato, e distingue tra gli atti omosessuali, le tendenze omosessuali, e la persona che ha queste tendenze.

1. Prima di tutto, la Chiesa sostiene un rispetto incondizionato verso le persone omosessuali. Un rispetto identico a quello che si deve a ogni altra persona. Anzi, un rispetto ancora più attento perché, come dici bene tu, le persone non scelgono di avere queste ten- denze. Essi poi sono sottoposti a una prova psichica abbastanza pesante, e per di più. sono spesso vittime della incomprensione, costrette a vivere in solitudine grandi sofferenze interiori. Il Catechisrno della Chiesa Cattolica (al n. 2358) chiede "rispetto, compassione e delicatezza" verso i soggetti omosessuali, e una lotta risoluta contro ogni l'orma di discriminazione. Su questo punto c'è ancora molta strada da percorrere!

2. La Chiesa inoltre, sicura che la differenza sessuale è una realtà molto importante per una buona strutturazione della persona umana e delle società, afferma che le tendenze omosessuali non dovrebbero essere presentate in se stesse come valori, o come equivalenti alle tendenze eterosessuali. Concretamente, ciò significa per esempio che non si può mai augurare a qualcuno di avere forti tendenze omosessuali. Nello stesso tempo significa che i genitori devono educare i loro figli in modo da aiutarli a scoprire la ricchezza della differenza sessuale.

3. Infine, la Chiesa afferma che gli atti omosessuali sono "atti intrinsecamente disordinati". Cioè che a loro mancano oggettivamente alcune dimensioni importanti: nessuna vera complementarità sessuale, nessuna apertura alla fecondità. Per questo la Chiesa domanda alle persone omosessuali, come a ogni persona celibe, da una parte di evitare di porre liberamente questi atti, dall'altra di cercare, grazie al dinamismo dello Spirito, di umanizzare sempre più la loro sessualità. E ciò che chiamiamo virtù della "castità", ossia la virtù che consente di vivere la propria sessualità e affettività nella libertà di un figlio/a di Dio.


Altri articoli e approfondimenti sul tema:
- Omosessuali si nasce? (video)
- Omosessuali in politica, non vedo perché no!
- «L'Omofobia? Una grande bufala» Parola di ex gay militante
- "Luca era gay" e il tabù della conversione

Fonti usate:
Bollettino Salesiano

venerdì 13 novembre 2009

Un po' di Spirito Santo e divento superman?

Domanda
Dice il Vangelo dell’Ascensione che il segno che lo Spirito è disceso su una persona è questo: essa scaccerà i demoni, parlerà lingue nuove, il veleno non gli farà male, guarirà i malati con l’imposizione delle mani. Dove mai sono andati a finire questi fantomatici segni? Mi sa di favoletta.

Risposta
A quanto pare ricevere il dono dello Spirito Santo è come mangiare i fagioli magici di Pippo. Bando agli scherzi, andiamo con ordine.
Ogni cristiano diventa un segno visibile, sensibile, papabile dello Spirito quando “è quello che deve essere” e “fa quello che deve fare”, cioè quando è un testimone, uno che nella sua vita incarna l’ideale di Cristo, uno di cui si può dire: “è davvero una brava persona, un cristiano tutto d’un pezzo”. Solo allora sarà capace di:

- Scacciare i demoni (che vuol dire rifiutare ogni potere che si fa Dio; stare alla larga da ogni forma di idolatria. Oggi, ahimè, si adorano più i divi del calcio o della canzone ma anche il denaro può diventare il nostro "idolo". Quella cosa o persona per cui viviamo e più ne possediamo e più ne vorremmo).

- Prendere in mano i serpenti il cui veleno non farà male. (un vero cristiano ha la forza di resistere, di non lasciarsi contagiare dalla velenosità di certi uomini, di vivere tra gli uomini ma puntare al cielo, di difendersi dal virus della cattiveria. Esempio: il gruppo di amici che non ci porta a vivere una bella vita anche se nel breve termine ogni forma di diverimento sembra buona e "innocua").

- Guarire i malati (cioè prendersi cura della parte debole della società, incoraggiare, aiutare, ospitare, guarire le ferite di chi è stato ferito moralmente. No, so cosa state pensando: in realtà tutti noi possiamo fare qualcosa nel nostro piccolo. Certo è che se aspettiamo che sia chi ha bisogno di aiuto a venire da noi, allora non aiuteremo mai nessuno).

Così si rende visibile il Signore. Il primo passo sarà sempre Lui a farlo (anche se non ce ne accorgiamo o siamo troppo pigri), ma noi dobbiamo fare il secondo.

N.B.
Non credo che nessun buon cristiano possa davvero permettersi di andare a stuzzicare i cobra nella loro tana. Vi do un consiglio: non provateci!

Fonti usate:
Bolettino Salesiano

venerdì 30 ottobre 2009

Dov'è la Chiesa quando serve? (con tutti quei soldi poi..)

Domanda
Dove stanno le grandi opere della Chiesa o dei preti? Oltre alle mega cattedrali costruite per affermare più il potere temporale che non quello di Dio? Perché c'è l'impressione usi la ricchezza per se e non per gli altri?

Risposta
Chi non si è mai lamentato della presunta ricchezza che la Chiesa non vorrebbe condividere con noi? Ecco, cerchiamo di mettere in secondo piano le "discussioni da bar" e informiamoci sulla questione.
Innanzitutto prima di dire che la Chiesa non fa niente inviterei appunto riflettere e ad informarsi. È ovvio che i media e i giornali parlino della Chiesa, o meglio del Papa, solo quando gli fa comodo perché cercano audience e quindi pubblicità e quindi soldi (gira e volta si torna sempre lì purtroppo). Non per questo si può pensare "se non sento dalla televisione non ci credo".
Spero che questo articolo vi dia la voglia di andare a informarvi un po' prima di criticare a priori (vale per qualsiasi cosa).


Prendete una qualsiasi rivista, proprio qualsiasi, sfogliate le pagine di cronaca, sopratutto quelle relativa a disastri naturali (tsunami, terremoti, guerre...) e quelle dei disastri alle persone (rom, barboni, ragazzi di strada...). Leggete. Vi accorgerete che i primi ad accorrere dove c'è dolore, miseria, povertà sono preti, frati, suore e volontari cattolici.
Qualche esempio: è stato un prete pugliese a portare in Africa l'idea della "Banca dei cereali" (il raccolto che non serve per mangiare lo si deposita e lo si rivende attraverso una cooperativa), è stato un prete salesiano che ha portato i pioppi in Patagonia (barriere salva colture contro il terribile vento della Pampa), la CEI ha messo a disposizione per le famiglie colpite dalla crisi un fondo di 30 milioni di euro che potrebbero diventare 180 o più con l'aiuto delle banche, ecc. ecc. ecc. Dietro gli eccetera c'è tanto tanto tanto altro che qui per ragioni di spazio non metterò.

Noterella storica: le mega cattedrali non sono state costruite dai preti "per affermare il potere del clero" ma guarda caso dal popolo, che le ha fortemente volute e pure pagate. Le diverse corporazioni di una città decidevano, poi facevano a gara con le altre per avere la cattedrale più bella. Rappresentano quindi la massima espressione della cultura medioevale. Erano, tra l'altro, sede per riti di carattere popolare, di riunione per le corporazioni, vi si teneva il mercato.. Addirittura venivano rappresentati spettacoli satirici che prendevano in giro la gerarchia ecclesiastica.

Tornerò forse più approfonditamente su questo tema che merita pagine e pagine. Nel frattempo potete inviare le vostre domande/opinioni commentando l'articolo o via mail: evangelizzazioneattiva@yahoo.it


Fonti usate:
Bollettino Salesiano

mercoledì 21 ottobre 2009

Perché la Chiesa non ci spiega tutto?

Salve,
qualcuno di voi si sarà imbattuto almeno una volta in un mistero della Chiesa che non è riuscito a capire, oppure non più di moda. Se la risposta è no vuol dire che non avete mai avuto voglia di approfondire alcunché e con questo sito spero di invogliarvi a farlo! Se la risposta è si, probabilmente non ci avrete capito un gran ché e vi sarete chiesti come mai all'alba del 2010 esistono ancora misteri che la Chiesa non "vuole" spiegare. Vorrei riproporvi, un po' modificata, una domanda posta da un lettore del Bollettino Salesiano, la risposta è a cura del direttore dello stesso.

Domanda
Ma non è ora di dire basta a tanti misteri divini nell'odierna civiltà della scienza? Se siamo gente razionale, questo mistero di Dio che è contemporaneamente uno e tre, di eternità in cui non esiste tempo, i segreti di Fatima e l'elenco potrebbe continuare... Io dico che oggi non ci vogliono più misteri, ma verità svelate. E' quanto pretende la scienza e la moderna civiltà. Non credete?

Risposta
No! Proprio non credo. Che non ci vogliano più misteri nella nostra società della scienza, non è vero. Manco un po’! Anzi, pregate che i misteri restino e che nessuno sia in grado di risolverli. E questo per due buone ragioni.
La prima è questa: il giorno in cui non ci fosse più mistero attorno a Dio, non ci sarebbe più nemmeno Dio che è Mistero per definizione. “Se io comprendessi chi è Dio o Dio non sarebbe più Dio o io sarei un Dio!”, diceva un antico filosofo.
La seconda ragione eccola: il giorno in cui la scienza dovesse aver risolto tutto e non ci fossero più misteri da svelare, la storia della conquista dell’uomo sarebbe finita, finito il gusto della scoperta, la curiosità, lo stimolo del sapere. Finita anche la speranza. L’uomo avrebbe davanti uno spazio piatto, senza più stimoli. Non potrebbe che cadere nell’accidia e nella depressione più nera.
Perché? Lascio rispondere Leopardi: “Considerare l'ampiezza inestimabile dello spazio, il numero e la mole meravigliosa dei mondi, e trovare che tutto è poco e piccino alla capacità dell'animo proprio; immaginarsi il numero dei mondi infinito, e l'universo infinito, e sentire che l'animo e il desiderio nostro sarebbe ancora più grande che sì fatto universo […] pare a me il maggior segno di grandezza e di nobiltà, che si vegga della natura umana”.
In definitiva non avremmo più cibo per la nostra fame e sete di sapere, per la nostra voglia di scoprire, di spaziare, di sognare… Finiti anche i sogni, oltre ai desideri. Sbaglio?

Vorrei inoltre aggiungere una cosa prendendo ad esempio i famosi segreti di Fatima. I segreti che la Madonna ha rivelato solo ai veggenti e che non è possibile saperli subito (non è questo aspetto che mi interessa adesso). Se sono delle cose che permetterebbero all'uomo di vivere meglio perché non dirli a tutti? Perché non dare all'uomo la possibilità di accorgersi degli errori prima che essi accadano.
1) Innanzitutto l'uomo ha già a sua disposizione tutti gli strumenti per vivere bene e felice. Il fatto che poi decida di fare del male a se stesso o ad altri non dipende certamente da Dio o da un segreto non rivelato.
2) Mi ricollego sottolineando come la rivelazione di un segreto non porti a nessuna conseguenza concreta purtroppo. Faccio un esempio semplice. Ammettiamo che un segreto indichi lo scoppio della bomba atomica e ammettiamo che il Papa lo riveli prima del 1945. Hiroshima e Nagasaki si potrebbero così salvare vero? E invece no! Pensate che chi ha buttato quelle bombe non fosse a conoscenza della loro potenza? Non vi rubo altro tempo ma ricordate e meditate: l'uomo sa che una certa azione è maligna ma non si rende conto abbastanza delle conseguenze.


Ricordo che, come sempre, i commenti sono i benvenuti. Sopratutto le domande e le critiche! Ricordo inoltre che questo è il primo articolo della serie "Domande&Risposte" che promisi nel primo articolo. La struttura di questo articolo è quella che userò nelle future "Domande&Risposte" quindi è ben accetto qualsiasi consiglio a riguardo.


Fonti usate:
Bollettino Salesiano

lunedì 28 settembre 2009

Il male esiste? Perché Dio lo ha creato? (rivisto)

Un Professore universitario volle sfidare i suoi studenti con questa domanda. Dio ha creato tutto ciò che esiste? Uno studente coraggioso risponde, sì, lo ha fatto!

Il Professore dice, Dio ha creato ogni cosa? Sì, signore, replica lo studente.

Il Professore risponde, "se Dio ha creato ogni cosa, egli ha dunque anche creato il male poiché il male esiste, allora Dio è cattivo."

Lo studente rimase silenzioso dinanzi a tale risposta.

Il Professore era veramente felice di sé stesso e si vantava di fronte agli studenti poiché aveva provato ancora una volta che la fede cristiana era un mito.

Un altro studente alza la mano e dice, "Posso porle una domanda Professore? " Certamente, risponde il Professore.

Lo studente replica, "Professore, il freddo esiste? " "Che specie di domanda è questa? Certamente che esiste. Non avete mai avuto freddo? " ribatte il Professore.

Il giovane risponde, "in realtà Signore, il freddo non esiste. Secondo la legge di fisica, ciò che consideriamo freddo, è in realtà l’assenza di calore. Qualsiasi individuo o qualsiasi oggetto possiede o trasmette dell’energia. Il calore è prodotto da un corpo o da una materia che trasmette dell’energia. Lo zero assoluto (–273,15° C) è l’assenza totale di calore; tutta la materia diventa inerte ed incapace di reagire a questa temperatura. Il freddo non esiste. Abbiamo creato questa parola per descrivere ciò che proviamo se non abbiamo alcun calore.

Lo studente continua. "Professore, l’oscurità esiste? " Il Professore risponde, "certamente che esiste! "

Lo studente risponde, avete ancora torto Signore, l’oscurità non esiste neppure. L’oscurità è in realtà l’assenza di luce. Possiamo studiare la luce, ma non l’oscurità. In effetti, possiamo utilizzare il prisma di Newton per frammentare la luce bianca in molti colori e studiare le diverse lunghezze d’onda di ogni colore. Non potete misurare l’oscurità. Un semplice raggio di luce può fare irruzione in un mondo di oscurità ed illuminarlo. Come potete stabilire lo spazio che occupa l’oscurità? Misurate la quantità di luce presente, non è vero? L’oscurità è un termine utilizzato dall’uomo per descrivere ciò che accade in assenza di luce."

Concludendo, il giovane chiede al Professore, "Signore, il male esiste? "

Ora dubbioso, il Professore risponde, "certamente come l’ho già detto. Lo vediamo ogni giorno. È negli esempi quotidiani dell’inumanità dell’uomo verso l’uomo. È nella moltitudine dei crimini e delle violenze ovunque nel mondo. Queste manifestazioni non sono nient’altro che del male!"

Lo studente risponde, "il male non esiste Signore, o almeno non esiste di per sé. Il male è semplicemente l’assenza di Dio. È come l’oscurità ed il freddo, una parola che l’uomo ha creato per descrivere l’assenza di Dio. Dio non ha creato il male. Il male non è come la fede, o l’amore che esiste come la luce ed il calore. Il male è il risultato di ciò che succede quando l’uomo non ha l’amore di Dio nel suo cuore. È come il freddo che viene quando non c’è nessun calore o l’oscurità che viene quando non c’è nessuna fonte di luce. "

Il Professore si siede. Il nome del giovane?
Albert Einstein


Mi sembrava bello iniziare con questo brano, vi do una piccola chiave di lettura: il male esiste, ma è vero che quando noi non abbiamo Gesù nel cuore la nostra vita diventa come sospesa su un filo: molto in bilico fra una scelta e l'altra. Perché se non abbiamo nessuna guida la strada la scegliamo da noi, ed è inevitabile andare a finire su sentieri sbagliati. Questo racconto invita a farci riflettere. Riflettere in tutte quelle occasioni in cui non ci accorgiamo della presenza di Gesù e andiamo avanti di testa nostra. Tornando al male: ho scritto che esiste. Ed è pure molto insidioso, è come un assedio continuo al nostro cuore e purtroppo lo facciamo entrare dalla porta principale troppo spesso. A tal proposito cito dalla lettera di San Pietro (1Pt 5,8-9) "Siate sobri, vegliate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze sono imposte ai vostri fratelli sparsi per il mondo." La Madonna ci da cinque consigli a tal proposito: preghiera con il cuore (rosario), Eucarestia, Bibbia, Digiuno, Confessione mensile.