Questo blog è stato un progetto a cura di Fabio Milocco, da molti anni ormai il blog non è più aggiornato anche se liberamente consultabile.
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sabato 25 maggio 2013

Il beato don Pino Puglisi e la vera sequela di Cristo

Sabato 25 maggio 2013, mentre il “prete anti-mafia” don Luigi Ciotti si esibiva a Genova nel corso della tristissima “assise” (chiamiamola così, va là…) che tutti sappiamo, dall’altra parte d’Italia, a Palermo, veniva celebrata la Santa Messa di beatificazione di Padre Giuseppe “Pino” Puglisi, martire cristiano ucciso il 15 settembre 1993 in odium fidei da sicari mafiosi. E mai coincidenza fu più significativa, mai contrasto fu più evidente.

sabato 16 aprile 2011

Il caso Galileo: si alla scienza, no allo scientismo

Che stufa, nel 2011 siamo ancora qui a parlare del caso Galilei, di Giordano Bruno, delle crociate ecc. ecc. ecc. Tutti temi che vengono ancora erroneamente usati come capi d'accusa all'operato della Chiesa. Mentre in realtà c'è molto fumo e poco arrosto (e spesso solo le ossa).
Il caso Galilei è tornato alla ribalta a causa della mancata visita del Papa all'Università "La Sapienza", a causa di un manipolo di soli 67 professori contrari, evidentemente, alla libertà d'espressione.
Il tutto perché l'allora cardinale Ratzinger ha citato in un suo discorso una frase di un filosofo della scienza: Paul Feyerabend (anarchico e ateo), morto nel '94. Egli così scrive: "La Chiesa dell’epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione". Una frase da cui il Papa ne ha preso le distanze, perché fin troppo integralista.

Credenza di partenza
  • Galileo è stato condannato perché si è rifiutato di sostenere la teoria geocentrica, sostenendo quella eliocentrica e la Chiesa, acerrima nemica della scienza lo ha costretto all'abiura e la ha condannato, torturato e forse bruciato sul rogo.
    • In realtà Galileo sosteneva un nuovo modo di fare scienza, una sorta di scientismo. Una seconda religione in cui si sostiene che con la scienza si può spiegare tutto. La sua teoria eliocentrica non era supportata da nessuna prova, ma lui pretendeva di imporla non come ipotesi, ma come verità.
Sono preoccupanti gli effetti di questo oscurantismo laicista, come scrive lo storico Titus Gurtakt in "Scienze moderne e saggezza tradizionale": "La Chiesa, esigendo da Galileo di presentare le proprie tesi sul moto della Terra e del Sole non come verità assoluta ma come ipotesi aveva le sue buone ragioni. L'esaltazione letteraria di Galileo ha fatto nascere in svariati dignitari ecclesiastici una sorta di coscienza di colpa, che li rende stranamente impotenti di fronte alle teorie scientifiche moderne, quand'anche queste siano in palese contraddizione con le verità delle fede e della ragione".

giovedì 17 marzo 2011

150° anniversario dell'Unità d'Italia - Un punto di vista storico (vero una volta tanto..)

Presentata l'esposizione per celebrare e raccontare i 150 anni dell'Unità: editori cattolici completamente dimenticati.. Ecco cosa ha detto il curatore dell'esposizione: «Abbiamo dedicato un capitolo al fenomeno dell'editoria religiosa, quanto alla mancanza di editori cattolici dal nostro elenco devo dire onestamente che non ci abbiamo pensato. Ma non siamo anticlericali»
Non fatevi ingannare dalle parole editoria religiosa: vuol dire che all'interno della storia dell'editoria c'è un capitolo dedicato alla storia delle case editrici religiose e neanche necessariamente cattoliche. In fondo l'opinione dei cattolici, praticamenti i quasi protagonisti della nascita dell'Italia (anche come vittime), in una raccolta di libri che raccontano la storia dell'Italia non è così importante.. -.-

La solita... storia insomma. Sentita, risentita e rigirata in tutte le salse: sta Chiesa nella storia non ci deve propprio entrà. Ma a pensar così si fa malafede, allora lascio a Francesco Motto esprimere quella che è esattamente anche la mia opinione e vi invito a leggere l'articolo (è breve e intenso, quindi leggetelo e non fatevi ingannare dal titolo che sembra preludere a qualcosa di noioso) comparso sul Bollettino Salesiano di Marzo 2011: 150 anni di educazione salesiana in Italia.