Questo blog è stato un progetto a cura di Fabio Milocco, da molti anni ormai il blog non è più aggiornato anche se liberamente consultabile.
Le opinioni espresse negli articoli rispecchiano quanto l'autore ha pensato in quel tempo, non è detto che rispecchino l'attuale idea sulle cose. Grazie della comprensione.


Cerca solo in siti cattolici o sul web! (suggerimenti ben accolti!)

Visualizzazione post con etichetta eternità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta eternità. Mostra tutti i post

domenica 15 aprile 2012

Alessandro D'Avenia alla Festa dei Giovani 2012


Festa dei Giovani 2012 a Jesolo. Organizzata dal Movimento Giovanile Salesiano del Triveneto. Uno degli ospiti d'eccezione è Alessandro D'Avenia: autore di "Bianca come il latte, rossa come il sangue" e "Cose che nessuno sa". Il tema della festa è "Io do la mia vita". Slogan che accompagnerà l'ispettoria salesiana del triveneto in questo 2012. Qui trovate il testo del suo intervento.

Dopo l'intro del messaggio c'è il video dell'intervento, che vi consiglio vivamente al posto del testo che potrà magari tornarvi utile dopo la visione del video per riprendere alcuni passaggi, copiarli e farci quello che volete.
Il testo è stata trascritto da me, per cui se notate errori o volete suggerirmi correzioni contattatemi pure (commento all'articolo o dal menu Contattami).

sabato 5 dicembre 2009

Non rassegnamoci a sopravvivere aspettando un miracolo

Ecco, dal BS di ottobre 1909, un brano dell’articolo di fondo che mi è apparso particolarmente interessante, anzi, decisamente attuale. L’esortazione ai cattolici (ma vale per tutti e in ogni ambito) a destarsi “dal loro torpore” è quanto mai vera e può essere ripetuta e gridata oggi. E non solo ai giovani.

Molti son quelli, che, di fronte ai mali che oggidì affliggono la società, sentono una spina dolorosa in cuore, ma, purtroppo, pochi lavorano di proposito per alzare un argine contro l’impetuosa corrente devastatrice; perché i più, anche pii, retti ed esemplari, si limitano a deplorare le rovine che il vizio e la miscredenza vanno continuamente accumulando. Noi non vogliamo far la diagnosi di questo fatto; ma non possiamo fare a meno di osservare, che se molti dei cattolici si destassero dal loro torpore e comprendessero che oggi il loro primo dovere è la franca ed esplicita professione della fede, perché tutti non solo dobbiamo essere, ma dobbiamo pur mostrarci seguaci di Gesù Cristo, con la più generosa cooperazione individuale al trionfo dello spirito del Vangelo in mezzo alla società, più presto spunterebbe il giorno della sospirata restaurazione. È costume della Divina Provvidenza di lasciar libero il campo alle cause seconde e, in via ordinaria, di non intervenire là, dove l’uomo può fare, e deve fare, da sé. Chiunque, infatti, ha fior di senno non può attendere un miracolo quando non occorre; l’agricoltore ad esempio, non aspetta che i suoi granai si riempiano prodigiosamente di frumento, sapendo aver Iddio disposto che i campi biondeggino di messi mercè le sue cure. Or si vorrebbe pretendere che la società divenga cristiana in un ambiente irreligioso qual è quello che la circonda al presente… e non si cura la formazione cristiana della fanciullezza e della gioventù?


Leggendo questo articolo si nota lo stile un po' arcaico della lingua di cent'anni fa! Ma resta ben chiaro lo scopo: realizzare qui in terra la salvezza, intesa come realizzazione della nostra vita seguendo il Vangelo. Molti leggendo questa frase potranno ridere o pensare che sono solo stupidaggini. Ebbene io rispondo loro che la via per la felicità è proprio questa, felicità inesauribile però e non effimera (breve e limitata) come quella a cui possiamo essere abituati il sabato sera (un esempio a caso!).
Impegnarsi in ciò che si crede da soddisfazione e in definitiva ci rende orgogliosi e felici di noi stessi, senza contare il bene che possiamo fare per gli altri. Certo, innanzitutto bisogna mettersi nell'ottica che il mio prossimo è importante altrimenti se pensiamo solo a noi stessi va da se che questo articolo non ci serve a niente.

Per concludere vorrei dare una piccola raccomandazione: non aspettatevi risultati immediati e non abbiate paura dei fallimenti. Ma da questi ultimi cercate sempre di ripartire.




Fonti usate:
Bollettino Salesiano

sabato 3 ottobre 2009

L'inferno, cos'è?

Prima o poi ci pensiamo tutti: cosa accade dopo la morte? Se sono stato buono andrò in paradiso (o al limite in purgatorio) e se sono stato cattivo vado all'inferno? Ma l'inferno è eterno? Hanno ragione coloro che credono nella durata limitata delle pene dell'inferno come in qualsiasi punizione terrena? Come può Dio voler salvare tutti gli uomini se chi va all'inferno è condannato per l'eternità? Non è un controsenso? Se è questo che state pensando o che vi state domandando allora forse questo breve articolo potrebbe fare per voi! Se non è quello che state pensando, credo vi sarà utile ugualmente.

Intanto partiamo dal presupposto che l'inferno, come il male (vedi l'articolo sul perché del male), non lo ha creato Dio. Al numero 74 del Compendio (vedi Fonti) si parla della caduta degli angeli, nella quale si racconta la vicenda di Satana ed altri demoni che, da angeli creati buoni da Dio, si trasformano in malvagi perché, con libera e irrevocabile scelta, hanno rifiutato Dio e il suo Regno: dando così origine all'inferno. Essi tentano continuamente di attrarre l'uomo alla ribellione contro Dio e i suoi Insegnamenti, ma Dio afferma in Cristo la sua sicura vittoria contro il maligno. Questo non vuol dire che possiamo permetterci di stare a guardare il male che opera solo perché tanto Dio ha detto che lo vincerà e così poi saremo felici e contenti senza aver fatto nulla: questo succede nelle illusioni non nella vita vera. Se vogliamo che la nostra vita sia vera e piena (nel senso di avere una vita bella, felice e piena) dobbiamo impegnarci a seguire gli insegnamenti di Cristo in modo attivo, tenendoci sempre all'erta nei confronti di un maligno sempre pronto a rovinare, pure nelle piccole cose, la nostra vita. Il suo intento è, ovviamente, farci credere il contrario.

A questo punto dovreste aver capito che l'inferno è una scelta, non una punizione che si abbatte sul peccatore morto in peccato mortale. Smettiamola con la visione di Dio come un giustiziere che si accanisce su chi non rispetta la sua volontà. L'inferno è una scelta personale! Tutte le creature umane vengono a trovarsi di fronte a un bivio: la via del bene e la via del male. La saggezza umana e l'amore di Dio che non abbandona mai nessuno e sempre pronto a perdonarci ci invitano decisamente a lasciare la via del male. (Attenti però a non seguire le orme di colui che fa tutto quello che vuole solo perché tanto il Signore perdona sempre!). Dentro di noi sappiamo se meritiamo il paradiso, l'inferno o se abbiamo bisogno di purificarci. L'inferno infatti non è una condizione solo della vita ultra terrena ma ce lo creiamo già qui in terra con il nostro comportamento. Anche se non ce ne accorgiamo subito, ogni peccato (anche il più piccolo!) è un passo sulla via del male, e ogni passo sulla via del male ci porta ad un senso di vuoto interiore, di ribellione contro le regole e genitori, ad offendere gli altri e a trattarli male, a cercare negli altri solo profitto e convenienza ecc. ecc. ecc. Ditelo con che parole volete ma peccando creiamo l'inferno al nostro interno!
Ricordiamoci che quando noi pecchiamo non ce ne accorgiamo: il maligno è subdolo, furbo, ci affascina con promesse effimere (brevi, inutili, fini a se stesse), ci inganna fino all'ultimo e spessissimo ci fa vedere chi cerca di metterci in guardia come degli ostacoli alla felicità.
L'esame di coscienza è un fondamentale aiuto per conoscere se stessi e valutare correttamente le nostre azioni, sembra banale saper valutare le nostre azioni ma non è così. Saper dire cosa è male e cosa è bene non vuol dire saperlo fare. Di questo magari ne parleremo meglio quando affronteremo il tema della confessione.

N.B.
Non pensiate che io sia il santerello di turno, anzi! Ma è proprio la consapevolezza che ci dobbiamo aiutare per vivere nella rettitudine che mi spinge a scrivere questi articoli.

P.S.
Qualsiasi commento è al solito ben accetto :-)


Fonti consultate:
Rivista Maria Ausiliatrice
Compendio – Catechismo della Chiesa Cattolica